AstraZeneca e l’Università di Oxford annunciano uno storico accordo per il vaccino anti COVID-19

La collaborazione consentirà lo sviluppo, la produzione e la distribuzione globale del vaccino

AstraZeneca e l’Università di Oxford hanno annunciato oggi un accordo per lo sviluppo e la distribuzione globale del potenziale vaccino adenovirus ricombinante dell’Università di Oxford, volto a prevenire l’infezione di COVID-19 da SARS-CoV-2.

La collaborazione mira a rendere disponibile ai pazienti il ​​potenziale vaccino noto come ChAdOx1 nCoV-19, in fase di sviluppo presso il Jenner Institute e l’Oxford Vaccine Group, parte dell’Università di Oxford. In base all’accordo, AstraZeneca sarebbe responsabile dello sviluppo, della produzione e della distribuzione mondiale del vaccino.

Pascal Soriot, Amministratore delegato di AstraZeneca, ha dichiarato:Poiché la pandemia di COVID-19 continua ad affliggere il mondo, diventa urgente sviluppare un vaccino che contrasti il virus. Questa collaborazione riunisce l’esperienza di livello mondiale in vaccinologia dell’Università di Oxford alle capacità globali di sviluppo, produzione e distribuzione di AstraZeneca. La nostra speranza è che, unendo le forze, si possa accelerare la globalizzazione di un vaccino che contrasti il virus e protegga le persone dalla pandemia più grave di questa generazione”.

Menelas Pangalos, Executive Vice-President, R&S BioPharmaceuticals, ha detto: “L’Università di Oxford e AstraZeneca collaborano ormai da lungo tempo nella promozione della ricerca di base, e siamo entusiasti di lavorare con loro nello studio di un vaccino utile a prevenire il COVID-19 in tutto il mondo. Siamo impazienti di collaborare con l’Università di Oxford e con aziende innovative come Vaccitech, nell’ambito di questa nostra nuova partnership”.  

Alok Sharma, UK Business Secretary, ha affermato: “Questa collaborazione tra l’Università di Oxford e AstraZeneca rappresenta un traguardo fondamentale, che potrebbe contribuire a far progredire rapidamente la produzione di un vaccino contro il coronavirus e a fare in modo che – se il vaccino sviluppato dal Jenner Institute dell’Università di Oxford dovesse funzionare – esso sia disponibile il prima possibile, contribuendo a proteggere migliaia di vite da questa malattia”.

Sir John Bell, Regio Professore di Medicina presso l’Università di Oxford, ha commentato: “La nostra partnership con AstraZeneca sarà fondamentale nella lotta contro le pandemie per molti anni a venire. Crediamo che, una volta che avremo un vaccino efficace approvato, insieme potremo iniziare l’immunizzazione contro il coronavirus. Purtroppo il rischio di nuove pandemie sarà sempre presente, e il nuovo centro di ricerca migliorerà la preparazione del mondo e la nostra velocità di reazione qualora dovessimo affrontare in futuro una simile sfida”.

La Professoressa Louise Richardson, Vice-Chancellor dell’Università di Oxford, ha dichiarato: “Come i miei colleghi in tutta Oxford, sono profondamente orgogliosa del lavoro del nostro team di accademici di straordinario talento presso il Jenner Institute e l’Oxford Vaccine Group. Rappresentano la migliore tradizione di ricerca, insegnamento e contributo al mondo, che per secoli è stata la mission trainante dell’Università di Oxford. Come tutti, auguriamo loro il successo nello sviluppo di un vaccino efficace. Se ci riusciranno, la nostra partnership con AstraZeneca farà in modo che il popolo britannico e le persone in tutto il mondo, specialmente nei Paesi a basso e medio reddito, siano protetti da questo terribile virus il più rapidamente possibile”.

Il potenziale vaccino è entrato negli studi clinici di fase I la scorsa settimana, al fine di studiarne la sicurezza e l’efficacia in volontari sani di età compresa tra 18 e 55 anni, in cinque centri di sperimentazione nell’Inghilterra meridionale. I dati della sperimentazione di fase I potrebbero essere disponibili già il mese prossimo. Il progresso alle fasi più avanzate degli studi dovrebbe avvenire entro la metà di quest’anno.

 

ChAdOx1 nCoV-19

ChAdOx1 nCoV-19 – ora noto come AZD1222 – è stato sviluppato dal Jenner Institute dell’Università di Oxford, in collaborazione con l’Oxford Vaccine Group. Utilizza un vettore virale di scimpanzé con deficit di replicazione basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus) che causa infezioni negli scimpanzé e contiene il materiale genetico della proteina spike del virus SARS-CoV-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, la quale attiva il sistema immunitario affinché attacchi il virus SARS-CoV-2 se questo dovesse in seguito infettare l’organismo.

Il vettore adenovirus ricombinante (ChAdOx1) è stato scelto per generare una forte risposta immunitaria già da una singola dose e non è replicante, non può quindi causare un’infezione in corso nell’individuo vaccinato. I vaccini prodotti con il virus ChAdOx1 sono stati finora somministrati a oltre 320 persone e si sono dimostrati sicuri e ben tollerati, sebbene possano causare effetti indesiderati temporanei come febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolore al braccio.