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L'ormonoterapia
Ultimo aggiornamento 15/07/2011
- Consigli per le pazienti
- Cos'è un ormone?
- In che modo gli estrogeni si legano con il tessuto mammario?
- Tutti i tumori della mammella hanno bisogno di estrogeni per crescere?
- Cosa si intende per terapia ormonale?
- In quali pazienti con carcinoma mammario è indicata la terapia ormonale?
- Cosa sono i farmaci antiestrogeni?
- Quando vengono utilizzati?
- Quando è opportuno iniziare il trattamento con i farmaci antiestrogeni?
- I farmaci antiestrogeni possono provocare effetti indesiderati?
- Cosa fare se compaiono perdite vaginali durante il trattamento con gli antiestrogeni?
- Cosa sono gli inibitori dell'aromatasi e quando vengono somministrati?
- Quali altri farmaci sono utilizzati in ormonoterapia?
- Come si somministrano gli analoghi LH-RH?
- Durante la terapia ormonale sono necessari esami particolari?
- Durante la terapia ormonale bisogna avere particolari precauzioni?
- Link utili per approfondimento
- Consigli per le pazienti
Le cellule che compongono la ghiandola mammaria sono influenzate dall'azione degli ormoni steroidei femminili estrogeno e progesterone. Essi vengono prodotti dall'ovaio in età fertile e dal grasso e dalle ghiandole surrenali in menopausa. Gli estrogeni sono potenti stimolatori della crescita cellulare. Questo effetto, benefico sulla ghiandola mammaria normale, è negativo in presenza di cellule tumorali poiché ne favorisce il processo di moltiplicazione. Il tumore della mammella, infatti, è una neoplasia la cui crescita è strettamente dipendente dallo "stato ormonale" delle pazienti. Ad esempio, il rischio di sviluppare un tumore mammario è aumentato nelle donne con una prolungata esposizione nel tempo agli estrogeni: prima mestruazione in età precoce, menopausa tardiva, nessuna gravidanza a termine.
- Cos'è un ormone?
L'ormone è una sostanza prodotta da una ghiandola endocrina. Una ghiandola endocrina è un insieme di cellule che riversa i suoi prodotti, gli ormoni appunto, nel sangue. Essi svolgono una o più azioni su organi lontani, definiti "bersaglio". Gli estrogeni ed il progesterone sono due ormoni che hanno come organo bersaglio, tra gli altri, la ghiandola mammaria.

- In che modo gli estrogeni si legano con il tessuto mammario?
Gli estrogeni presenti nel sangue passano liberamente all'interno delle cellule mammarie e qui si legano ad uno specifico "recettore" con un meccanismo di tipo "chiave-serratura". Da questo legame parte uno stimolo alla replicazione cellulare.

- Tutti i tumori della mammella hanno bisogno di estrogeni per crescere?
La maggior parte, perché nel 60-70% dei casi le cellule tumorali hanno i "recettori specifici" per gli estrogeni. Questo tipo di rilevazione, insieme a quella dei recettori specifici per il progesterone, viene fatta al microscopio su un frammento di tumore (biopsia) o dopo che questo è stato completamente asportato. Un tumore della mammella che cresce con l'aiuto degli estrogeni viene anche chiamato tumore "recettore-positivo".
- Cosa si intende per terapia ormonale?
Poiché, dunque, le cellule tumorali hanno spesso bisogno di estrogeni per la loro crescita, per impedirne lo sviluppo è necessario privarle degli estrogeni.
In passato si utilizzavano tecniche chirurgiche: venivano asportate entrambe le ovaie in donne ancora fertili e le ghiandole surrenali in quelle in menopausa. La terapia ormonale consiste di farmaci che, con meccanismi diversi, lasciano il tumore senza l'apporto degli estrogeni.
- In quali pazienti con carcinoma mammario è indicata la terapia ormonale?
La terapia ormonale può essere proposta alle donne colpite da carcinoma mammario del tipo denominato "recettori-positivi", sia regolarmente mestruate che in menopausa. L'ormonoterapia adiuvante è utile per bloccare la crescita o per evitare una ripresa di malattia dopo l'intervento chirurgico, aumentando le probabilità di guarigione. Anche se la malattia si presenta localmente oppure a distanza (metastasi) la terapia ormonale è utile.
- Quando vengono utilizzati?
Gli antiestrogeni riducono la probabilità che la malattia si ripresenti dopo l'intervento chirurgico nei casi "recettori positivi". Inoltre, riducono le probabilità di comparsa di un nuovo tumore nell'altra mammella, quella non interessata dal primo tumore. Nelle pazienti per le quali è sconsigliato un intervento chirurgico, generalmente pazienti anziane, gli antiestrogeni possono essere usati come terapia di prima scelta. In alcuni casi sono indicati al ripresentarsi della malattia sotto forma di ripresa locale o a distanza.
- Quando è opportuno iniziare il trattamento con i farmaci antiestrogeni?
La terapia precauzionale inizia solitamente dopo l'intervento chirurgico e si protrae per 5 anni. Se l'oncologo medico ritiene opportuno un trattamento di chemioterapia, il trattamento con gli antiestrogeni verrà iniziato al termine della stessa, poiché vi è il rischio di interferenza tra le due modalità terapeutiche. L'ormonoterapia può essere effettuata contemporaneamente alla radioterapia.
- I farmaci antiestrogeni possono provocare effetti indesiderati?
farmaci antiestrogeni, bloccando l'azione degli ormoni, possono avere effetti collaterali simili a quelli della menopausa. Quelli descritti con maggiore frequenza sono:
- vampate di calore
- secchezza della mucosa vaginale
- occasionalmente nausea
- aumentato rischio di flebiti e trombosi nelle vene delle gambe
- aumento del peso corporeo causato da ritenzione idrica.
- Cosa fare se compaiono perdite vaginali durante il trattamento con gli antiestrogeni?
È consigliabile rivolgersi al proprio oncologo per eventuali ulteriori accertamenti. In ogni caso, è utile effettuare visite ginecologiche periodiche per tutta la durata del trattamento ormonale, utile per tenere sotto controllo eventuali modificazioni indotte dal farmaco sull'utero. Raramente, infatti, i farmaci antiestrogeni possono predisporre all'insorgenza di un carcinoma dell'endometrio, la mucosa che riveste l'utero.
- Cosa sono gli inibitori dell'aromatasi e quando vengono somministrati?
Gli inibitori dell'aromatasi sono farmaci più recenti usati per bloccare lo sviluppo degli estrogeni nelle donne in post-menopausa quando le ovaie hanno cessato la loro produzione di ormoni. Dopo la menopausa, infatti, gli estrogeni sono prodotti all'interno di tessuti quali il grasso e le ghiandole surrenali, procedimento che viene bloccato da questo tipo di farmaci. Attualmente gli inibitori dell'aromatasi sono impiegati sia nelle pazienti con malattia in stadio precoce dopo chirurgia, sia in malattia avanzata.
- Quali altri farmaci sono utilizzati in ormonoterapia?
I progestinici trovano indicazione in pazienti con malattia metastatica, in particolare ossea, a fallimento delle altre terapie ormonali. Somministrati per via orale, hanno effetti benefici sull'appetito ma possono causare un'importante ritenzione di liquidi.
- Durante la terapia ormonale sono necessari esami particolari?
Di solito, in corso di trattamento sono previsti controlli a scadenze periodiche (follow-up), utili per seguire nel tempo gli effetti della terapia e lo stato di salute. In queste occasioni, oltre alla visita clinica ed agli esami del sangue, saranno programmati esami non invasivi quali:
- la mammografia
- la radiografia del torace
- l'ecografia epatica
- la scintigrafia ossea.
L'oncologo medico deciderà di volta in volta quali esami saranno utili e quando effettuarli. Non abbiate paura di chiedere a lui informazioni al riguardo.
- Durante la terapia ormonale bisogna avere particolari precauzioni?
No, si può avere una vita normale, lavorare, praticare sport, mangiare di tutto, andare in vacanza e guidare l'automobile. Non esistono problemi particolari che impediscano l'esposizione al sole diretto. Anche la vita sessuale può continuare tranquillamente senza particolari accortezze se non quelle di mettere in atto metodi di contraccezione meccanica per le donne in età fertile.
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Farmacovigilanza
Il servizio di Farmacovigilanza svolge all'interno dell'Industria Farmaceutica un'attività di controllo sui farmaci in commercio, allo scopo di individuare eventuali effetti indesiderati nel corso di una terapia medica

