Il tumore della mammella colpisce in Italia ogni anno più di 28 mila donne e causa 11 mila decessi. È la prima causa di morte nelle donne tra i 35 e i 44 anni e rappresenta circa un quarto di tutti i tumori del sesso femminile. Negli ultimi anni, tuttavia, si registra una riduzione della mortalità. Le regioni settentrionali presentano una incidenza più elevata rispetto a quelle meridionali. La differenza è stata messa in relazione con stili di vita e di alimentazione diversi e con il fatto che le donne meridionali tendono ad avere più figli, fattore che sembra avere un certo valore protettivo.
Il principale fattore di rischio è sicuramente l'età. Se la probabilità di ammalarsi di un carcinoma mammario è del 5% in una donna con meno di 40 anni, dopo quest'età il rischio sale fino al 25%.
Il rischio è un poco maggiore se la madre o una sorella hanno avuto in precedenza un tumore mammario. Nel 5-6% dei casi la predisposizione familiare è legata ad un'alterazione della struttura di due geni denominati BRCA1 e BRCA2. Le donne con familiarità per carcinoma mammario dovranno comunque effettuare controlli senologici più precoci e ravvicinati.
La diagnosi precoce e la prevenzione hanno fatto passi da gigante in questi ultimi decenni, supportate da una sempre maggiore consapevolezza della donna alla cura del proprio seno. Questa attenzione, insieme agli indiscutibili progressi della scienza medica, hanno consentito di offrire una concreta prospettiva di guarigione in tutte le donne colpite da cancro che hanno agito e reagito tempestivamente.
Fonte: AstraZeneca Italia
Ultimo aggiornamento 15/07/2011
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