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Che cos'è l'emicrania
Autore/Fonte:AstraZeneca Italia
Data ultima revisione: 08/07/2011
- Che cosa è l'emicrania?
- Come si manifesta?
- In base a quali accertamenti il medico formula la diagnosi di emicrania?
- Chi ne soffre di solito e con che frequenza?
- Ci sono diversi tipi di emicrania?
- È ereditaria?
- Stili di vita, emotività, alimentazione e fumo possono influenzare gli attacchi di emicrania?
- Ci si può curare da soli?
- Come si tratta l'attacco emicranico?
- Cosa si deve fare se gli attacchi non si risolvono nemmeno con i farmaci prescritti dal medico?
- Che cosa è l'emicrania?
È quella forma di mal di testa caratterizzata da dolore intenso e ricorrente che coinvolge, generalmente, un solo lato della testa, ed è una delle numerose forme di cefalea riconosciute. È caratterizzata da una dilatazione eccessiva dei vasi cranici a cui si aggiunge una liberazione di sostanze vasoattive ed una sregolazione del passaggio degli impulsi dolorifici a livello dei nuclei del trigemino nel tratto del tronco cerebrale

Il trigemino è il V (quinto) paio di nervi cranici che si
divide in tre rami (oftalmico, mascellare e mandibolare).
- Come si manifesta?
Sintomo tipico è il dolore; a carattere pulsante, solitamente unilaterale e di entità moderata o severa, si intensifica con il movimento, interessa inizialmente la regione frontale sopra l'occhio e si espande poi a fronte e tempie. Ad esso si associano stanchezza, nausea, vomito, pallore, intolleranza alla luce e ai rumori. Talvolta l'emicrania è preceduta da sintomi premonitori, quali disturbi visivi (aura), sonnolenza e formicolii alle mani.
- In base a quali accertamenti il medico formula la diagnosi di emicrania?
Una buona anamnesi, cioè l'accurata descrizione della storia ed evoluzione dei sintomi, è di solito sufficiente a fare una buona diagnosi. A tal fine il medico dispone anche di questionari specifici per la valutazione della gravità dell'emicrania e per la conseguente selezione della terapia più indicata. Il medico si preoccuperà inoltre di escludere che il dolore e gli altri sintomi dipendano da problemi neurologici potenzialmente gravi, e per questo è sufficiente di solito l'anamnesi. Solo se sussiste qualche fondato sospetto vengono prescritti una visita neurologica ed esami più approfonditi.
- Chi ne soffre di solito e con che frequenza?
È un problema che compare in età infantile, adolescenziale o nella prima età adulta, e che tende a diminuire con l'avanzare dell'età. La frequenza degli attacchi è molto variabile: ci sono persone che ne riferiscono uno-due al mese, altre uno o più alla settimana, e i casi più gravi riguardano persone che hanno l'emicrania quasi di continuo. Il 12%(1) della popolazione italiana soffre di emicrania. Le donne ne soffrono più degli uomini, soprattutto in età fertile. Esiste persino una forma di emicrania mestruale, che si presenta con regolarità intorno ai giorni di inizio del ciclo mestruale.
- Ci sono diversi tipi di emicrania?
Gli specialisti distinguono due principali tipi di emicrania: quella classica con aura e quella comune. In quella classica, più rara, prima del dolore può comparire la cosiddetta aura: sensazioni come variazioni dell'umore e dell'appetito, e sintomi neurologici come le fotopsie (sensazioni di bagliori o lampi in entrambi gli occhi), formicolii intorno all'occhio, alla bocca o alle mani, ridotta sensibilità in queste stesse zone. Successivamente compare il dolore, quasi sempre ad una sola metà della testa, accompagnato da nausea e vomito. Gli attacchi durano da alcune ore fino a uno-due giorni. Nella forma di emicrania comune non ci sono sintomi che precedono il dolore, unilaterale o diffuso, che può essere accompagnato o no da nausea e vomito. In entrambe le forme sono tipiche la fotofobia e la fonofobia, cioè l'eccessiva sensibilità a luce e rumori.
- Stili di vita, emotività, alimentazione e fumo possono influenzare gli attacchi di emicrania?
Stati di tensione e una vita stressante sono riconosciuti come fattori che possono aggravare l'intensità e la frequenza degli attacchi, ma non sono indicati come cause primarie. Lo stesso può accadere con alcuni cibi: ad esempio il vino rosso, i formaggi stagionati e il cioccolato sono in grado di favorire gli attacchi in quanto contengono componenti che innescano il rilascio di sostanze capaci di far variare repentinamente il calibro delle arterie. Il fumo, che danneggia la funzionalità dei vasi e in particolare delle piccole arterie, può essere un fattore aggravante soprattutto nel lungo periodo.
- Come si tratta l'attacco emicranico?
L'attacco acuto può essere trattato con i triptani (agiscono come agonisti dei recettori della serotonina) che rappresentano una risposta terapeutica sia sul dolore sia sui sintomi associati quali nausea e vomito, con i farmaci ergotaminici (restringono i vasi dilatati), con gli analgesici e gli antinfiammatori che, pur non essendo specifici per l'emicrania, attenuano la percezione del dolore senza contrastare nausea e vomito, e con i farmaci antiemetici (riducono la nausea e il vomito).
- Cosa si deve fare se gli attacchi non si risolvono nemmeno con i farmaci prescritti dal medico?
In questo caso è probabilmente necessaria una strategia terapeutica più complessa. Il medico valuterà quindi la possibilità di inviare il paziente ad un centro specializzato nello studio e nella terapia delle cefalee.
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Farmacovigilanza
Il servizio di Farmacovigilanza svolge all'interno dell'Industria Farmaceutica un'attività di controllo sui farmaci in commercio, allo scopo di individuare eventuali effetti indesiderati nel corso di una terapia medica

